Live Report: Le Luci Della Centrale Elettrica a Cosenza

Live Report della data del 7 aprile prevista per il tour di Costellazioni di Le Luci della Centrale Elettrica al Teatro Auditorium Unical di Arcavacata di Rende, CS

photogallery: http://lavitapellicola.tumblr.com  Set 1 | Set 2

“Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica”

Il 7 Aprile ci andiamo, promesso. E’ passato così tanto tempo dall’ultima volta che…
Era stato a Roma, anni fa. Sono cambiate un gran mucchio di cose da allora.
Cosenza gode del privilegio di avere Brondi ed io del privilegio d’esser a qualche ora di macchina distante dal Teatro Auditorium Unical, location scelta per l’esibizione live di questa sera.
Arriviamo di corsa, in ritardo, mea culpa come al solito, ma nonostante ciò ce la facciamo ad accomodarci sulle poltroncine rosse riservate nella sala che è già gremita di spettatori impazienti. Non passa qualche minuto che il buio improvviso zittisce la platea: eccolo Vasco, che fa il suo ingresso sul palco, accompagnato dai musicisti e non solo più dalla sua chitarra, come quell’ultima volta che…

Madonna che silenzio che c’è stasera”
Apre con La terra, L’Emilia, La Luna, (che è anche la prima traccia dell’album) e penso che non poteva essere altrimenti: questa canzone è assolutamente l’emblema di tutto “Costellazioni”. Mi volto e noto che tutti stanno cantando, sono tutti tra la Luna e il nord Italia, siamo tutti qualcun altro, dimentichi per un attimo d’essere al sud, in un teatro e non tra un castello ed una strada sterrata.
Il plauso sommerge il palco ed anche i primi accordi di Cara Catastrofe, che parte davvero inaspettata: un’altra traccia di apertura, come ricorderanno gli affezionati di “Per ora noi la chiameremo felicità”.
Dopo è Macbeth nella nebbia, fumosa, sbiadita, malinconica. Vasco prende la parola prima del pezzo successivo: “questo è un brano che parla di un bar tra la via Emilia e la Via Lattea” e non c’è bisogno di dire altro, ma di arrendersi al violoncello, al synth, che insieme alla voce sono l’anima di questo brano. Poi la chitarra di Le ragazze stanno bene.

E’ allo scattare del settimo pezzo previsto dalla scaletta che mi si inumidiscono gli occhi e mi sento così terribilmente fragile: le canzoni evocano ricordi seppelliti sotto meravigliose distese di fiori, ma La lotta armata al bar in particolare e le seguenti Lacrimogeni e Piromani scatenano tempeste di grandine su quei prati.
Che cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?”
E che ne so, mi inventerò qualcosa, conserverò i dischi migliori, sicuramente.
La ricchezza di percussioni e il ritmo sostenuto, elettronico di Ti vendi Bene mi schiaffeggiano, così torno in me.
Vi auguro di essere felici da far schifo” dice ad un certo punto Vasco, prima di suonare Questo Scontro Tranquillo. Propone quasi tutto l’ultimo disco: il neo romanticismo di Punk sentimentale, il tributo ai 90’s con Sonic Youth... Su Firmamento il pubblico si agita e qualcuno prova ad alzarsi, saltare sul proprio posto, esplodere di sentimento e adrenalina, ma l’ordine è presto ristabilito. Qualcuno lo fa ancora, e poi di nuovo, e di nuovo, incurante delle regole di sicurezza. Non si può restare seduti quando le chitarre stridono. E’ la legge che governa il rapporto corpo-musica.
Nel repertorio c’è spazio anche per una cover di Maria Antonietta, Alla felicità e ai locali punk ed anche se quasi nessuno sembra riconoscerla io la canto a gran voce e la adoro, sia nella versione originale che in quella proposta da Vasco.
Questo brano parla di un’aurora boreale che si vede soltanto a Rende e a Borgo Panigale” ci credete? E’ l’incipit di C’eravamo abbastanza amati. Il teatro è pieno, tranne qualche raro posto vuoto disperso qua e là, ed è il delirio di flash e smartphone quando su Le ragazze kamikaze Brondi decide di avanzare sulla scala centrale tra il pubblico, continuando a cantare: io sono troppo distante per allungare il braccio come una teenager impazzita per cercare di toccargli quantomeno la giacca, ma c’è chi dà il peggio al posto mio. Al diciassettesimo brano, 40 km Le luci salutano ed escono di scena, facendosi acclamare per un bis, bis, bis, bis!

Bis di tre imprescindibili: L’amore ai tempi dei metalmeccanici, Quando tornerai dall’estero e la meravigliosa Per combattere l’acne più I destini generali, un’altra piccola perla dall’ultimo album. Tutti i pezzi vecchi riarrangiati non perdono carattere ed anzi, ne acquistano in giovinezza, freschezza. Però non sono d’accordo con chi dice e scrive che Vasco Brondi finalmente si è ricreato lontano dalla tristezza che accompagnava i primi dischi, con chi lo guarda esibirsi e dice di trovarlo più energico di quanto non lo fosse prima. Sono due lati della stessa medaglia, la forza e la necessità di accasciarsi per poi di rialzarsi e cantare ancora una volta come se si stessero recitando poesie.
Leggevo il blog di Brondi molti anni fa, e lo facevo di gusto. I suoi reading (di cui anche stasera ci ha regalato uno spezzone tra un brano e l’altro, anche questo senza che nessuno a parte qualcuno se ne accorgesse) con quel caratteristico accento ferrarese sono godibilissimi anche senza accompagnamento musicale: è questa la vera forza di Vasco Brondi, quella che con una chitarra e qualche arrangiamento non lo fa comunque essere simile a nessun altro.

In chiusura della scaletta Le luci della centrale elettrica decidono di stupire un’ultima volta ancora il pubblico di Rende, esibendosi in un unplugged di una fantastica cover di Battiato, Summer on a solitary beach, già notoriamente cara a Vasco (era stata inserita nell’EP uscito nel dicembre 2011 in allegato a La Repubblica XL, ndA).
Il concerto si chiude così, tra saluti, a presto!, arrivederci!, speriamo di riaverti presto da queste parti!, sei fantastico!
Sei fantastico davvero, Vasco.
Metto in moto e discendiamo nuovamente verso la costa jonica. E’ una giornata particolare e mi viene in mente solo “mare, mare, mare, voglio annegare, portami lontano a naufragare”

Scaletta:

La terra, l’Emilia, la luna
Cara catastrofe
Macbeth nella nebbia
Un bar sulla via Lattea
Le ragazze stanno bene
La lotta armata al bar
Lacrimogeni
Ti vendi bene
Questo scontro tranquillo
Alla felicità e ai locali punk (cover Maria Antonietta)
Punk sentimentale
C’eravamo abbastanza amati
Sonic Youth
Piromani
Firmamento
Le ragazze kamikaze
40 Km

L’amore ai tempi dei metalmeccanici
Quando tornerai dall’esteroPer combattere l’acne
I destini generali
Summer on a solitary beach (cover Battiato)

(Articolo e foto a cura di Silvia Cerri)
Riproduzione riservata

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