Bud Spencer Blues Explosion, duo “radicale, netto e sincero”

I Bud Spencer Blues Explosion stanno per partorire il loro nuovo album. Prima, però, decidono di intraprendere un tour di quello stesso album non ancora prodotto. Qualcosa non vi torna? Tutto è così singolarmente eccitante che ci siamo preparati, nell’attesa della tappa di venerdì 18 aprile a Rende (CS), con un’intervista/chiacchierata con Adriano Viterbini, voce e chitarra del duo. 

Prima di tutto vorrei chiederti del tour “sui generis” che state portando in giro per l’Italia. L’avete chiamato “This is not a show” in omaggio al famoso documentario-live dei REM all’Olympia, è partito da un luogo a voi molto caro (Mezzago) e il 18 aprile sarà a Cosenza. Che cosa ha significato e quale è stata la spinta che vi ha condotto ad uscire dallo studio e a portare sul palco un disco non ancora finito? Immagino che il rapporto col pubblico, proprio per questo, acquisti una valenza in più per questo tour, sia per i fan che per voi.

Adriano – E’ stata essenzialmente una necessità. Quella di voler realizzare un album che fosse completamente sincero e in parte funzionale alla nostra attività in senso ampio, quindi sia la parte di realizzazione del disco, sia quella che riguarda i live. Per cui quale occasione migliore per testare la validità di alcuni brani se non eseguirli dal vivo? Spesso dopo aver terminato un disco, nel tour seguente alcuni pezzi si “autoescludono”, probabilmente perché non riescono ad avere un impatto così importante. Ecco, noi vorremmo cercare di limitare questo processo, rendendo il nostro album quanto più vicino alla dimensione live e il live molto più coerente a quello che sarà il disco.

Potremmo quasi dire che il vostro pubblico vi stia aiutando a dare la forma all’album.
Adriano – Si, esatto! C’è una sorta di confronto necessario con chi viene ad ascoltarci. Uscire dalla sala non deve significare dare tutto per scontato, o aspettarsi che la propria musica piaccia per forza. Noi vogliamo confrontarci e metterci in discussione, ed eventualmente sagomare il prodotto del nostro lavoro.

Si sono dimostrati tutti interessatissimi a questo genere di interazione e l’approvazione c’è stata a cominciare dal vostro ultimo singolo “Duel” (BSBE – Duel), pezzo esplosivo, accompagnato dall’inconfondibile stile di un regista come Alex Infascelli, che si è occupato della realizzazione del videoclip. Come è nata questa collaborazione?
Adriano – Cercavamo un’artista con il quale creare qualcosa di diverso. Volevamo una “collaborazione artistica” vera e propria. Non un video celebrativo con la band che suona, ma un progetto visivo da allegare alla musica. E viceversa, un singolo che accompagnasse il video di un’artista. Volevamo che fosse una piccola opera d’arte che andasse al di la del classico prodotto commerciale singolo-video, e quindi svincolata dai soliti canoni (anche estetici). Anche perché, per la maggior parte, il pubblico fruisce del video tramite internet, il che rappresenta una possibilità da sfruttare: liberare la creatività di un’artista come Alex, senza ulteriori restrizioni, ha nobilitato il nostro lavoro.

In effetti il connubio appare riuscito. Sembrano due opere nate insieme. Eppure capaci di vita autonoma per così dire.
Adriano – Proprio quello che intendevo. Peraltro Alex ci ha fatto vedere il video solo il giorno prima che venisse pubblicato. Noi ci siamo completamente affidati a lui dandogli carta bianca. Solitamente non funziona così: si fa ascoltare il brano al regista affinché ne tragga le sue suggestioni e le riversi nel videoclip. Ecco, noi abbiamo deciso di saltare questo passaggio, o quantomeno di non dargli lo stesso peso. Non volevamo che video e singolo fossero per forza un qualcosa di coerente e quello che ci ha restituito Alex ci ha soddisfatti pienamente, siamo entuasti.

Anche i fan hanno apprezzato. Su youtube c’è chi addirittura commenta scrivendo che “Se questa canzone è solo un anticipo, con l’album ci posso andare in guerra”. E in generale i commenti sono tutti positivi.
Adriano – E’ meraviglioso percepire che quello che fai viene apprezzato. Non ci sembra mai vero.

Parliamo della data a Cosenza. Non è la vostra prima volta in Calabria. L’ultima fu nel 2011. Che impatto avete avuto allora con questa terra e che impressioni vi ha lasciato?
Adriano – Non vediamo l’ora di venire a suonare, visto che manchiamo da un po’. A me sembra che il pubblico calabrese nei nostri confronti abbia sempre risposto in maniera energica e con tanto entusiasmo. E la cosa ci lusinga molto. Siamo impazienti di tornare a suonare da quelle parti, anche perché quella è una terra stupenda e ci sentiamo davvero fortunati a fare un lavoro che ci permette di visitare luoghi del genere.

E nel vostro girovagare nella penisola cosa ascoltate? Cosa c’è in rotazione in questi giorni sul BudVan?
Adriano – Di tutto. Dall’elettronica alla musica africana, dai Nine Inch Nails al blues. In questo periodo ci piace davvero spaziare, anche se una matrice rock c’è sempre… Insomma un buon disco rock, specialmente anni ’90, non manca mai nei nostri viaggi. E poi sto ascoltando moltissimo Jimi Hendrix. Sembrerà assurdo per un chitarrista, ma io ho scoperto Hendrix da grandicello, e in questo ultimo periodo mi sto approcciando a tutta la sua produzione. E ora che mi ci fai pensare attentamente, ho sempre un album di Hendrix per le mani durante i viaggi.

Ultima domanda a bruciapelo: 3 aggettivi per descrivere l’album che sarà.
Adriano – Radicale, netto e sincero.

( A cura di Silvia Cerri)
Riproduzione riservata

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