GLI AMICI, LA MUSICA, LA FESTA: Fabi Silvestrì Gazzè al Palagallo (Live Report)

Tra Juba e Catanzaro ci sono 4.079 km. In mezzo il viaggio di tre amici, un album scritto a sei mani che è una piccola gemma di bellezza musicale, e un tour che è una festa per le orecchie e per gli animi di chi ha voluto esserci.Sulle note finali di Life Is Sweet Niccolò, Daniele e Max lo raccontano: “E’ nato tutto per caso, e nessuno avrebbe immaginato che da quel viaggio in Sud Sudan al seguito del CUAMM sarebbe nato tutto questo”.

La penultima tappa de Il Padrone della festa è momento per i bilanci, un viaggio dentro al viaggio, una piccola pausa per guardarsi indietro poco prima del gran finale.E sembra quasi di vedere i nostri tre calcare da esordienti  il palco del “Locale” (storico punto di incontro tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori che ha tenuto a battesimo una intera generazione di artisti) quando entrano in scena con Alzo le mani.

Subito dopo Occhi da OrientaleUna buona idea Il timido ubriaco: la scintilla è scoccata, il pubblico è rapito, appare ovvio a tutti che quello che seguirà sarà bellissimo. Quasi tre ore di musica (doppio bis incluso) in cui il trio non si risparmia e ripercorre quasi d’un fiato 20 anni di canzoni che sono diventate la colonna sonora di quelli che sono a cantare sotto il palco e sugli spalti del PalaGallo.

Max è impeccabile ed esuberante al basso,  Niccolò ha dentro un’energia che fatica (per nostra fortuna) a trattenere e Daniele si divide tra piano e chitarra come se fosse la cosa più semplice del mondo. I ragazzi si divertono e fanno divertire: simulano un incontro di boxe sulle note de L’Avversario, con Gazzè e Fabi in accappatoio nei due angoli pronti a darsele di santa ragione (“Non per fare distinzioni / ma le mie canzoni piacciono di più” / “Tu invece usi soltanto dei paroloni / Che nemmeno hai scritto tu”) e  Silvestri a fare da arbitro che, dopo un duello all’ultima nota in cui si accennano AnninaRossoL’uomo più furbo Dica, fa da paciere con Le cose che “avete” in comune.

Sul palco quei tre sono complici perfetti e sono assistiti da una superband che potrebbe valere da sola il prezzo del biglietto: Adriano Viterbini, Roberto “Bob” Angelini, Piero Monterisi e Josè Ramon Caraballo Arbas (che insieme agli altri si lancia in una esplosiva versione di Corazon Espinado), Massimo “Dedo” Di Domenico e Gianluca Misti sono riusciti nella singolare impresa di dare una veste nuova a piccoli capolavori della nostra musica impreziosendoli ancora di più. E’ davvero uno spettacolo vedere Gazzè Silvestri e Fabi scherzare, suonare di gusto senza stare mai fermi, insultarsi scherzosamente, scambiarsi i brani: emozionante la versione di Mentre dormi proposta chitarra e voce da Fabi (a cui seguirà un’altrettanto commovente versione di Costruire) e molto bello il mash up tra CapelliL’amore Pensato L’Y10 Bordeaux.

E così diventa impossibile non cantare quando la scaletta propone in sequenza La favola di Adamo ed EvaLasciarsi un giorno a Roma Salirò.

Tre caratteri diversi, tre modi differenti di approcciarsi alla musica, eppure capaci di dare vita a qualcosa di unico. L’atmosfera che si respira in questo palazzetto dello sport sperduto nel sud dell’italico stivale è difficile da descrivere a parole: ogni nota, ogni verso, ogni gesto sono carichi dei significati che ognuno vorrà leggerci, ma allo stesso tempo capaci di una leggerezza intesa in senso calviniano non come superficialità  ma come un “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Lo stesso tipo di leggerezza di chi vuole “ribellarsi alla statistica” come i tre cantano neL’amore non esiste (brano che anche dal vivo conferma di essere dannatamente perfetto) ma anche nella già citata Life is sweet.

Nessuno ha dimenticato la frase di chi, durante il viaggio in Sud Sudan, dopo averli aiutati a tirar fuori la jeep dalla pozza di fango in cui si era arenata, esclamò quello che sarebbe diventata il titolo della canzone. E nessuno dul palco vuole dimenticare la preziosa opera che i medici del CUAMM continuano a svolgere nel continente africano. Daniele Silvestri lo dice chiaro e tondo “In un momento storico in cui ci sono tanti motivi per vergognarsi di essere italiani, sostenere progetti come quelli del CUAMM ha davvero un valore doppio

bob

I tre si congedano dal pubblico calabrese con Il Padrone della festa, la traccia che da il titolo all’album. Ma sembra quasi che nessuno voglia farla finire questa festa. I saluti sono lunghissimi, come quelli di due buoni amici che sanno che non si rivedranno per un po’. Nessuno vorrebbe far andare via l’altro. C’è stato un momento del live in cui i tre si sono scherniti tirando fuori clip e filmati datati anni ‘90 che ce li hanno  mostrati impacciati agli esordi. Vent’anni dopo i Capelli di Niccolò sono tinti d’argento, noi abbiamo smesso di credere alla Favola di Adamo ed Eva e e l’Uomo col megafono adesso preferisce Youtube. Ma quei tre ragazzi continuano ad essere una delle cose migliori prodotte da questo bizzarro Paese. E magari non suoneranno mai come la campanella “che in un attimo svuota la classe” o come “il silenzio della neve”, ma quanto fanno bene ai nostri cuori!

La scaletta

1) Alzo le mani
2) Occhi da orientale
3) Una buona idea
4) Il timido ubriaco
5) A bocca chiusa
6) Il solito sesso
7) E’ non è
8) Come mi pare
9) Vento d’estate
10) il mio nemico
11) L’avversario (snippet: Annina, Rosso, L’uomo più furbo, Dica, Le cose che abbiamo in comune)
12) L’amore non esiste
13) Life is sweet
14) Mentre dormi
15) Costruire
16) L’autostrada
17) Corazon espinado
18) Capelli – L’Y10 Bordeaux – L’amore pensato
19) Cara Valentina
20) Il negozio di antiquariato
21) Testardo
22) La favola di Adamo ed Eva
23) Lasciarsi un giorno a Roma
24) Salirò
25) Sornione
26) Una musica può fare
27) Gino e l’Alfetta
28) Sotto casa
29) Il padrone della festa

(A cura di Giuseppe Marino)
Riproduzione riservata

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