Egomostro: l’amore ai tempi del selfie | Intervista a Colapesce

A tre anni da un meraviglioso declino, Colapesce torna con un album pressoché bellissimo.
Testi scritti con cura ma non per questo artificiali, arrangiamenti semplici ma mai scontati. Dentro ci si può trovare un po’ di tutto: da Battiato ai Talkin Heads, Hitchcock, Bufalino, Lucio Battisti e perfino il neapolitan sound di James Senese (ospite mancato dell’album).

La chitarra di Peter Buck sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma purtroppo…

Scherzi a parte, è davvero difficile trovare delle pecche in questo lavoro: una specie di albo illustrato dell’amore e della vita ai nostri giorni. Una porta aperta sulla nostra dimensione intima, a cui fa da contraltare l’iperesposizione social alla quale ci sottoponiamo. La copertina del disco è in questo senso un colpo di genio.

In occasione della tappa calabrese del tour di Egomostro, abbiamo messo insieme una serie di domande scontate e banali per il cantautore siciliano. Questo è il risultato.

 

(A cura di Giuseppe Marino)
Riproduzione riservata

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