Sei brani italiani col sax

Antoine-Joseph Sax, detto Adolphe, nacque a Dinant (Belgio) il 6 novembre del 1814. Esattamente 201 anni fa. Come è facile intuire dal nome a lui dobbiamo l’invenzione di quello che sarebbe diventato il sassofono (saxophone, appunto).

Figlio di due musicisti, nella sua vita ha creato e migliorato numerosi strumenti. Ma sarà con la sua invenzione più celebre, datata 1846, ad assurgere a fama internazionale. Coinvolto in molte dispute legali circa l’autenticità dei suoi brevetti, dichiarò bancarotta tre volte (1856, 1873 e 1877). Morì a Parigi nel 1894 e attualmente si trova sepolto al Cimitero di Montmartre.

Come spesso accadde, nonostante avesse già raggiunto un modesto successo negli ambienti musicali (e bandistici) durante la vita del suo inventore, il sassofono divenne famosissimo dopo la morte di Sax come strumento caratteristico del jazz negli Stati Uniti, per poi divenire usatissimo in tantissime applicazioni di musica pop e rock. Basti pensare ai Pink Floyd, a Bruce Springsteen o ai Velvet Underground, giusto per citare artisti che hanno scritto capolavori resi “immortali” anche da mitiche parti di sax.

Anche la musica italiana ne ha fatto (con fortuna alterna) ampio utilizzo. Di seguito sei brani che senza Sax non sarebbero esistiti o sarebbero quantomeno stati diversissimi

    • Antonello Venditti – Ricordati di me

Tralasciando il pessimo video, quando in Italia dici sax lo associ a due artisti. Uno è Antonello Venditti: cantore di amori finiti/infiniti e di amicizie nate tra i banchi di scuola e che dagli anni ’80 ha praticamente composto qualsiasi brano infarcendolo di parti di sassofono che finivano per fartelo odiare.

  • Vasco Rossi – Toffee

L’altro artista a cui pensi è Vasco Rossi. Anche lui, prima della sua “svolta hard rock” ha fatto un uso vastissimo di sax nei suoi brani. Come nel caso del soprano che apre in maniera inconfondibile Tofee

  • Lucio Dalla – Diperato Erotico Stomp

Musicista dalle doti non indifferenti, Dalla ha spesso suonato il sassofono (oltre al clarinetto) in molti dei suoi brani o delle sue esibizioni live. In Disperato Erotico Stomp, il sax affidato a Gianni Oddi e Gaetano Zoccanali, finirà per essere timbro distintivo del brano

  • Jovanotti – Sabato

Concepita inizialmente comme ballad a la Tom Waits, Sabato ha finito per diventare un tormentone da discoteca di paese, infarcito di elettronica ma trainato da un riff di sax e mandolino impossibile da togliersi dalle orecchie.

  • Franco Battiato – Centro di gravità permanente

Tono solenne e testo fatto di immagini apparentemente casuali (ispirato probabilmente dalla frequentazione letteraria del mistico Georges Gurdjieff), Centro di Gravità Permanente è uno dei brani più apprezzati della carriera del maestro di Ionia

  • Rino Geatano – A mano a mano

Scritto da Riccardo Cocciante e contenuto nell’album live QConcert, album live realizzato dallo stesso Cocciante, Gaetano e i New perigeo.

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